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Profit factor: calcolo, interpretazione e limiti

Il profit factor riassume i profitti per unità persa in un campione. Comprendi calcolo, costi e relazione con il rischio del conto.

Cosa misura

Dividi la somma dei risultati positivi per il valore assoluto della somma delle perdite nello stesso periodo. Un fattore 1 indica somme uguali; sopra 1 i profitti del campione superano le perdite. Non indica il numero di operazioni positive o il capitale esposto.

Costi e campione

Calcola profitti e perdite al netto dei costi per operazione, oppure indica i costi mancanti. Non sottrarre tutte le commissioni solo dal denominatore. Esamina numero di operazioni, date e concentrazione: un risultato eccezionale può gonfiare il fattore in un campione piccolo.

Fattore e valore atteso sono diversi

Il fattore confronta due somme; la media osservata divide il risultato netto per il numero di operazioni. Un’elevata frequenza di esiti positivi può coesistere con un fattore basso se le perdite sono grandi. Non mescolare risultati aperti e realizzati senza spiegare il metodo.

Uso nell’audit

Confronta periodi, strumenti e volumi. Considera drawdown del patrimonio e versamenti: un fattore elevato non dimostra una curva stabile. Esamina l’intero storico, non solo una schermata o un periodo scelto dopo aver visto i risultati.

Esempio di calcolo

Profitti 1.500 e perdite 1.000 su 100 operazioni: fattore 1,5, risultato netto 500 e media osservata 5 per operazione. Se non ci sono perdite, non esiste un fattore finito affidabile da estrapolare.

Punti da verificare

  • Stesso periodo e valuta per entrambe le somme.
  • Trattamento coerente dei costi.
  • Campione e posizioni aperte identificati.
  • Drawdown e concentrazione esaminati prima di concludere.